Errare è umano, perseverare è troppo umano.
Davide Fanigliulo
"Il bacio ebbe origine quando il primo rettile maschio leccò la prima rettile femmina, alludendo in modo sottile e complimentoso al fatto che essa era succulenta come il piccolo rettile che egli eveva mangiato a pranzo la sera prima"
(L'Età del Jazz)
Genocidio inopportuno.
Kigali, una scocciatura tra due Giorni della Memoria. Per l'Occidente, c'è Olocausto ed olocausto.
"Il suicida ricerca il significato della vita, poi ad un certo punto si convince che il mondo è insensato e quindi si uccide - non perché il mondo o la vita in quanto tali si siano rivelati invivibili, ma perché non soddisfano la sua esigenza di un significato ultimo che possa essere compreso. Con questa esigenza il suicida ha costruito una realtà inadeguata che lo porta all'autodistruzione [...]"
(Epilogo a "La realtà inventata", Feltrinelli 1988)
"Taluni, limitando stoicamente e severamente i loro bisogni, si leveranno ben presto e facilmente fino a quella sfera in cui potranno dimenticare e, per così dire, scuotersi di dosso la loro soggettività, godendo dell'eterna giovinezza in un sistema solare di faccende impersonali e senza tempo. Un altro estenderà a tal punto l'azione e i bisogni della sua soggettività e lavorerà a costruire il mausoleo di essa in misura sbalorditiva, quasi fosse in grado di superare nella lotta il suo possente avversario, il tempo. Anche in un simile impulso si mostra il desiderio di immortalità: ricchezza e potere, saggezza, presenza di spirito, eloquenza, una florida reputazione, un nome di peso, tutti questi diventano qui null'altro che mezzi attraverso cui l'insaziabile volontà di vita personale aspira a una nuova esistenza e anela a un'eternità in fin dei conti illusoria."
I maestri sono tutti impostori, finché respirano.
Non si può essere svegli ed essere vivi allo stesso tempo.
"I Saggi sono coloro che vedono con occhio equanime un brāhmaņa - coronato di sapienza e umiltà - una vacca, un elefante, un cane, un paria."
(Bhagavad-Gītā V, 18)
Nella sostanza, ciascuno è esattamente quello che è: - qualunque cosa faccia, qualunque parte interpreti, qualunque scena reciti.
Si è ipocriti solo in superficie.
Lui, ben chiuso e senza pene. La valle di lacrime è il posto dei vivi. Sottoterra non si piange più.
"Non c'è fraternità politica che valga un odio condiviso."
"Una società civilizzata non è frutto dei propositi degli uomini, ma del loro reciproco neutralizzarsi."
"La missione storica degli intellettuali rivoluzionari è quella di inventare il vocabolario e i temi della prossima tirannia."
(In margine a un testo implicito)
Solitudine è incanto, è presenza di noi in tutto, perché noi siamo tutto. Desideriamo rarefarci fino a sparire. Ritornare all'aria, santi e distanti, vuoti e completi.
La nostra strada finisce dove qualunque cosa ha inizio, poiché nostro è l'inizio.
"In margine a un testo implicito":
« Chiamiamo egoista chi non si sacrifica al nostro egoismo. »
« Celesti sono le gerarchie. È all'inferno che tutti sono uguali. »
« Ragione, Progresso, Giustizia sono le tre virtù teologali dello stupido. »
« L'uomo non si sentirebbe così sventurato se si limitasse a desiderare senza immaginare diritti su ciò che desidera. »
"[...] osserva bene l'essenza di quello che ti spaventa: percepirai soltanto il Vuoto, l'essenza che non esiste concretamente in nessun luogo: questo è Dharmakaya. Ma questo Vuoto non è mera negazione, la sua essenza che fa paura al solo pensarla, è lo Stato della Coscienza primordiale, pura consapevolezza e chiarezza: è il Sambhogakaya della mente. Vuoto e Chiarezza non sono separati: l'essenza del Vuoto è la Chiarezza, l'essenza della Chiarezza è il Vuoto."
(Bardo Thos Grol - Libro tibetano dei morti)
Tutto è illusione.
Per questo il filosofo è inutilizzabile, a meno di diventare servo dei pensieri che genera. Sapere è prendere atto che ogni sapere è raggiro.
Solo gli schiavi e gli stolti hanno qualcosa da dire, qualcosa da far valere, qualcosa per cui sbraitare.
Chi è esente da questo bieco spettacolo? Pare nessuno. Tutti agiscono in conformità ai propri deliri.
Filosofi, dunque, non ce ne sono, né mai ce ne sono stati. Esistono solo impiegati della ragione, operai della logica, costruttori di fandonie.
Dove trovare saggezza? I cimiteri ne sono pieni, pieno ne è il nulla che precede e segue il nostro apparire su questa terra.
Altrove è il paradiso; sfugge all'umano, incompatibile col respiro.
“La religione consiste nel credere che tutto quello che ci accade è straordinariamente importante. Non potrà mai sparire dal mondo, proprio per questa ragione.”






La vita, l’unica che conosciamo, è qui, adesso. È la sola vita di cui disponiamo. Essa è l’essere, essa è tutto. I sobillatori dell’ordine morale e di Dio invece costruiscono i loro imperi sulla negazione della vita, del qui e dell’adesso, del piacere e del sangue, sulla negazione dell’essere. Dio, anima, colpa, peccato e redenzione, tutto questo è scienza degli spettri, scienza del nulla. Deprezzano l’al di qua per il Niente del loro al di là.
Il vero nichilismo è nelle religioni positive e nel loro Dio-nulla, che esse sostituiscono alla vita e all’essere; questo Dio «degenerato a contraddizione della vita, invece che esserne la trasfigurazione e l’eterno sì! In Dio la dichiarazione di ostilità alla vita, alla natura, alla volontà di vivere! Dio, la formula per ogni diffamazione dell’«aldiquà», per ogni menzogna dall’ «aldilà»! Il Nulla divinizzato, la volontà del nulla santificata in Dio.»
La fede è sempre Nichilismo poiché sostituisce alle cose la promessa di altre ed invisibili cose; all’essere sostituisce il non-essere, che essi spacciano per un non ancora che ha da venire, ha eternamente da venire, che non importa che arrivi ma che si creda che arrivi.
La religione è sempre nichilista e Dio è il nulla incoronato vero essere, unica e sola causa e unico e solo fine di tutto. Un’impostura cosmica di cui non ci si stupirà mai abbastanza.
È un criterio inefficace valutare la legittimità dei tuoi stessi pensieri in funzione della tua capacità di comunicarli gli altri; ed è altrettanto inefficace giudicare il valore delle tue asserzioni in funzione della tua capacità di convincere gli altri della loro giustezza.
“L’intelletto è un prodotto del processo naturale nell’uomo unicamente in servizio della vita, né più né meno delle zanne nell’elefante, degli artigli nel leone, delle ali negli uccelli […] Poiché, in una parola, l’intelletto esiste solo per scopi pratici e serve solo a questi, la metafisica è una malattia mentale, come il giuoco, l’alcoolismo, la cocainomania. Essa va presa in considerazione da una futura «medicina delle passioni»” ("Frammenti di una filosofia del dolore e dell'errore, del male e della morte", 1937; pag. 103)
“Si dice che le donne dimenticano i dolori del parto, e che questa è la ragione per cui non si arretrano spaventate davanti ad una nuova gravidanza. Lo stesso accade agli uomini. Essi dimenticano il dolore della morte, che pure hanno visto dinanzi a sé parecchie volte e sanno che toccherà anche a loro: lo sanno non sapendolo, precisamente come le donne sanno non sapendo i dolori che hanno sofferto partorendo. Questo dimenticare la morte, questo saperla senza saperla, è l’unica ragione per cui si continua a generare e la specie umana continua.” (idem, pag. 201)
«Balena talora l’impressione che la svolta mortalmente nefasta dell’evoluzione sia stata il momento in cui una improvvisa e casuale alterazione cellulare nei centri nervosi d’un pitecoide… produsse in quella specie un individuo anomalo, “degenerato” rispetto al tipo della specie stessa, un individuo che l’alterazione, la dislocazione, la “degenerazione” cerebrale in lui avvenuta dotava del potere di ragionare. Da questo momento, e proprio col sorgere del potere di ragionare, la natura è diventata irrazionale…»
«…per l’animale tutto va bene, non vi sono cose incomprensibili, non vi è morte (perché l’animale non sa di morire), la natura non è né irrazionale, né cattiva, né ingiusta, poiché anche il dolore che l’animale soffre non è nulla più che un fatto, una cosa che è, non già altresì una cosa che non dovrebbe essere, vale a dire lumeggiata in questo senso da una valutazione mentale. Ma quando, in seguito all’accidentale deformazione cerebrale prodotta improvvisamente in una specie affine alla scimmia sorse il potere di ragionare e si formò la spiritualità; quando con ciò si ebbero viventi che con la sola esistenza della loro ragione commisero l’enorme pazzia di non essere più semplice natura, ma di separarsi dalla cieca immediatezza della vita naturale e in questo senso di opporsi alla natura; quando così si compì, secondo la profonda interpretazione di Leopardi, quell’alzarsi della ragione sopra l’istinto che è ciò che
«Quando i nostri orologi non concordano tra di loro, noi possiamo conoscere l’ora che è, e rettificarli su questa, perché questa noi la constatiamo in un fatto esteriore ai nostri singoli orologi, riconosciuto indiscutibilmente come quello su cui i nostri orologi devono misurarsi e controllarsi, e che giudica obbiettivamente di questi, stabilendo quale è giusto e quale sbaglia: il moto degli astri. Ma supponiamo che tale fatto esteriore ai nostri orologi, destinato al controllo di questi, non esistesse, e che i nostri orologi continuassero a discordare. Come potremmo allora, in mancanza di quel fatto esteriore obbiettivo e nel discordare dei nostri singoli orologi, conoscere l’ora che è? Ora questo appunto è il caso delle nostre ragioni. Non c’è l’oggetto esterno ad esse, l’esterno modulo-ragione, su cui controllarle e che le giudichi, ed esse discordano fra di loro. Come conoscere l’ora che è della ragione?Ma questo è ancora dir poco. Nel discordare dei nostri orologi, e supposto inesistente il fatto esterno ad essi con cui controllarli, si potrebbe mai dire che c’è l’ora che è? E quale dunque sarebbe? Quella del mio, del tuo o del suo orologio? Così per le nostre ragioni.» (idem, pag 97)
Invisibile, inconoscibile, inesprimibile, inimmaginabile, impensabile, irrappresentabile…
Ridurre Dio al nulla è rendergli omaggio.
Chi crede di sapere è fuori strada. Chi crede di non sapere è fuori strada.
Chi crede è fuori strada.
Il mondo non può deluderci; siamo noi a deludere noi stessi.
Siamo colpevoli delle nostre aspettative.
Cosa sappiamo dell’uomo? Quello che dice, quello che fa. Che rapporto ha tutto questo con quello che è? La psicologia è un sistema di congetture. Non sa nulla, non dice che sciocchezze.
Perché pagare la consulenza di questi prelati della mente, quando le risposte sono precluse a chiunque?
Ancora una volta, cercare le ragioni dell’uomo è idiozia. La filosofia partecipa da sempre a questa sciagura, ed ogni suo passo è immobilità mascherata, paralisi dell’ignoranza travestita da sapere.
L’unica filosofia che conta è quella che costruisce macerie, che edifica crolli.